Accesso civico : il super diritto che favorisce la trasparenza pubblica

 

Vigila sulla tua pubblica amministrazione

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In cosa consiste l’accesso civico?
E’ il diritto di ogni cittadino a richiedere i documenti, le informazioni o i dati, che sono oggetto di pubblicazione      obbligatoria sui siti istituzionali delle pubbliche amministrazioni e che non siano ancora stati pubblicati.

Perché è importante conoscerlo?
Perché favorisce la trasparenza pubblica intesa come possibilità per tutti i cittadini, di avere conoscenza diretta dell’intero patrimonio informativo delle pubbliche amministrazioni. Consente inoltre forme diffuse di controllo del rispetto dei principi di buon andamento e imparzialità della pubblica amministrazione, favorisce l’efficienza , favorisce la prevenzione della corruzione e i fenomeni di cattiva amministrazione.
L’accesso civico è uno strumento di amministrazione attiva che tutti dovrebbero conoscere e sperimentare.

Quali sono i riferimenti normativi?

Art. 5 del dlgs 33/2013 ”riordino della disciplina riguardante gli obblighi di pubblicità, trasparenza e diffusione delle informazioni da parte delle pubbliche amministrazioni”  pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica n.80 del 5 aprile 2013, che attua la delega contenuta nella 

legge n. 190 del 6 novembre 2012“Disposizioni per la prevenzione e la repressione della corruzione e dell’illegalita’ nella pubblica amministrazione”

L’allegato n. 1 alla Delibera Civit n. 50 elenca tutti gli obblighi di pubblicazione specificando anche le denominazioni delle sezioni, delle sottosezioni e   il contenuto dei singoli obblighi.

La Circolare n. 1 del 14 febbraio 2014 del Ministero per la Pubblica Amministrazione e la semplificazione avente ad oggetto: ambito soggettivo ed oggettivo di applicazione delle regole di trasparenza di cui alla legge 6 novembre 2012, n. 190 e al decreto legislativo 14 marzo, 2013, n. 33: in particolare, gli enti economici e le società controllate e partecipate.

Chi può esercitare l’accesso civico?

Ogni cittadino, in quanto tale, indipendentemente dalla situazione soggettiva di cui è titolare e a prescindere dall’utilizzo o dal riutilizzo che intenda fare di tali informazioni.

Nei confronti di quali Amministrazioni può essere attivato?
L’art. 11 del dlgs n. 33/2013 ha disposto che ai fini del diritto alla informazione all’accesso civico per pubbliche amministrazioni si intendono tutte le amministrazioni di cui all’art. 1, comma 2, del dlgs 30 marzo 2001 , n.165, e successive modificazioni e cioè : tutte le Amministrazioni dello Stato, ivi compresi gli istituti e le scuole di ogni ordine e grado, le istituzioni educative, le aziende e le amministrazioni dello Stato ad ordinamento autonomo, le Regioni, le Province, i Comuni, le Comunità montane e ,  loro consorzi e associazioni, le istituzioni universitarie, gli Istituti autonomi case popolari, le Camere di Commercio, industria, artigianato e agricoltura e loro associazioni, tutti gli enti pubblici non economici nazionali, regionali e locali, le amministrazioni, le aziende e gli enti del Servizio sanitario nazionale, l’Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni (ARAN), e le Agenzie fiscali.

E le società partecipate ?
Le società partecipate dalle amministrazioni e quelle da esse controllate ai sensi dell’art. 2359 del codice civile, sono tenute all’applicazione dei commi da 15 a 33 dell’art. 1 della l. n. 190/2012. Esse provvedono ad organizzare, in relazione agli obblighi contenuti nei commi citati, un sistema che fornisca risposte tempestive per quel che riguarda le richieste da parte dei cittadini e delle imprese sui dati non pubblicati, secondo i principi dell’art. 5 del d.lgs. n. 33/2013.

La richiesta deve essere motivata ? 
No, la richiesta è gratuita, l’istanza non necessità di motivazione, non è necessario dimostrare che l’atto che si intende conoscere è utile . Il presupposto è l’inadempimento in cui è incorsa la pubblica amministrazione rispetto agli obblighi di pubblicità.Vertrag unterzeichen

Quali sono le modalità per azionare il diritto?
Non è prevista  alcuna formalità. L’accesso è azionabile via fax, email, a semplice richiesta.

Quali documenti possono essere richiesti ?
- Tutti i documenti, gli atti e le informazioni che sono indicati nel dlgs 33/2013 : si tratta di una vastissima gamma di informazioni che attengono all’intero patrimonio informativo delle pubbliche amministrazioni e che devono essere contenuti all’interno della sezione “Amministrazione Trasparente” nella home page del sito istituzionale delle pubbliche amministrazioni. Gli obblighi sono elencati schematicamente nella Delibera Civit n. 50 allegato n. 1 . 
- Tutti i documenti , le informazioni e i dati che in base alla vigente normativa devono essere pubblicati ( art. 5 comma 3) e quindi al di là delle previsioni normative del D.lgs 33 del 2013: ad esempio gli atti (deliberazioni, determinazioni dirigenziali, decreti , ordinanze ecc. ) oggetto di pubblicazione obbligatoria all’albo pretorio on-line ai sensi dell’ art. 32 della  L. 69 del 2009  che devono essere pubblicati ai fini di pubblicità legale.

L’art. 4 comma 1 del dlgs 33/2013 prevede che le informazioni debbano essere trattate secondo modalità che ne consentono la indicizzazione e la rintracciabilità tramite i motori di ricerca web.

A chi va indirizzata la richiesta?
La richiesta va inoltrata al Responsabile per la trasparenza di cui all’art. 43 del decreto legislativo n. 33 del 2013, le cui funzioni sono di norma svolte dal Responsabile per la prevenzione della corruzione, dell’amministrazione obbligata alla pubblicazione, che dovrà poi pronunciarsi sulla stessa istanza. Qualora il Responsabile per la trasparenza non sia stato nominato la richiesta può essere inoltrata al Dirigente, al Direttore Generale,  al Segretario Generale , o indirizzandola genericamente all’Amministrazione che individuerà il destinatario competente a rispondere all’istanza.

Cosa deve fare la PA ?
La PA deve verificare immediatamente e nell’ipotesi di mancata pubblicazione dell’ atto, documento o altra informazione, entro trenta giorni, deve procedere alla pubblicazione nel sito del dato o informazione o documento richiesto e contestualmente dovrà trasmetterlo al richiedente o in alternativa potrà comunicare al medesimo l’avvenuta pubblicazione e indicare il collegamento ipertestuale a quanto richiesto; se invece il documento, l’informazione o il dato richiesti risultino già pubblicati ai sensi della legislazione vigente, provvederà solo a specificare al richiedente il relativo collegamento ipertestuale.

E se l’Amministrazione non risponde o ritarda a rispondere?
L’organo di governo individua, nell’ambito delle figure apicali dell’amministrazione, il soggetto cui attribuire il potere sostitutivo in caso di inerzia dell’amministrazione.
Nei casi di ritardo o mancata risposta, il cittadino potrà rivolgersi al titolare del potere sostitutivo di cui all’articolo 2, comma 9-bis della legge 7 agosto 1990, n. 241, e successive modificazioni, che deve  verificare la sussistenza dell’obbligo di pubblicazione, nei termini di cui al comma 9-ter del medesimo articolo.
La scelta , del sostituto “provvedimentale” (figura apicale dell’Ente) attribuita all’organo di indirizzo politico, di fatto, finisce soprattutto negli enti di dimensioni minori, col far coincidere la figura nella stessa persona che ricopre i ruoli di responsabile della trasparenza e responsabile anticorruzione, che negli enti locali coincide di norma con il  Segretario Generale.

Se il titolare del potere sostitutivo non risponde quali sono i rimedi azionabili ?

il cittadino può:
inviare una segnalazione agli OIV ( Organismi Indipendenti di Valutazione) della stessa Amministrazione, invitandoli ad adottare le conseguenti iniziative,     Golden balance
inoltrare una segnalazione all’ ANAC (ex CIVIT),
proporre ricorso giurisdizionale al TAR,
segnalare alla Autorità Giudiziaria , Procura della Repubblica, Corte dei Conti , Polizia giudiziaria.

 

Qual è la differenza tra accesso civico e accesso agli atti ai sensi dell’art. 22 della legge 241 del 1990?

La differenza è spiegata anche nella Sentenza Consiglio di Stato , sez. VI, 20.11.2013 n° 5515. In sintesi :

Il diritto d’accesso tradizionale di cui all’art. 22 della legge 241/1990 è riconosciuto solo a chi ha partecipa ad u n procedimento e a chi ha “un interesse diretto, concreto e attuale, corrispondente ad una situazione giuridicamente tutelata e collegata al documento al quale è chiesto l’accesso” . La norma prevede che la richiesta di accesso debba essere motivata.  Il diritto d’accesso si può esercitare solo su documenti esistenti, e non può comportare la raccolta e l’elaborazione di dati.
Il diritto di accesso civico di cui all’art. 5 del dlgs 33/2013 non riguarda solo i documenti, ma anche informazioni o dati  che quindi anche se non sono stati ancora elaborati, l’amministrazione sarà tenuta ad elaborare , sempre che per essi sia previsto dalla legge un obbligo di pubblicazione. La richiesta non necessita di motivazione.

Sitografia consigliata:

il sito web dell’ANAC , Autorità Nazionale Anticorruzione, ex CIVIT

I cittadini possono dare un contributo per migliorare il sistema della trasparenza partecipando alla campagna d’ascolto ANAC inviando segnalazioni, quesiti e proposte direttamente al sito web   http://www.campagnatrasparenza.it/

Come diceva Tacito   Non mos non ius non fate leggi se non avete buoni costumi  e nel nostro caso l’accesso civico è un superdiritto che per decollare ha bisogno di supercittadini .