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Marzo 31, 2026

Diventare learning coach: specializzarsi nel futuro dell’educazione

Guida per chi vuole formarsi come coach dell’apprendimento
Analisi delle competenze richieste, dei percorsi formativi disponibili e delle opportunità per chi vuole intraprendere questa professione

Il Coaching e il Learning Coaching

Il Coaching diventa uno strumento potente e importante, in quanto permette di trarre nuove consapevolezze su sé stessi e di tradurle in dei comportamenti concreti, per facilitare un avanzamento verso dei propri obiettivi. Il coaching, più di qualsiasi altra metodologia, facilita questo processo di autoconsapevolezza e aiuta a passare da uno “stato attuale” a uno “stato desiderato” (che viene chiarito all’inizio di un percorso)

Il Learning Coaching in particolare:

  • Sostiene l'autoapprendimento, cioè la capacità di gestire in modo autonomo, efficace e consapevole il proprio apprendimento in funzione di propri obiettivi – formativi, educativi o accademici
  • si concentra più sullo sviluppo del potenziale piuttosto che sulla singola prestazione: offre gli stimoli necessari a riattivare il proprio potenziale di apprendimento, permettendo di svincolarsi da automatismi improduttivi, come abitudini, convinzioni limitanti o autosabotaggi
  • Si interessa più al “processo” che ai “contenuti”: a prescindere da quali siano i contenuti che si vogliano imparare (il “cosa” si impara), ciò che fa realmente la differenza è il “COME” si impara

Il Learning coaching quindi integra il coaching con una conoscenza dei processi e dei fattori (o “leve”) che rendono l’apprendimento efficace e significativo. Viene in questo modo favorito uno sviluppo a 360 gradi della propria capacità di apprendere (sia nelle componenti cognitive, emotive che metacognitive) e una riscoperta del proprio desiderio di apprendere.

Chi è il Learning Coach®?

Il Learning Coach (o Coach dell’apprendimento) è un facilitatore dei processi di apprendimento:

  • Aiuta le persone a stabilire degli obiettivi formativi motivanti e rispondenti alle proprie esigenze, a valorizzare i propri talenti e punti di forza, aiuta inoltre a incrementare la propria consapevolezza sul proprio modo di apprendere, a svincolarsi da automatismi improduttivi, come abitudini, convinzioni limitanti o autosabotaggi che frenano il proprio potenziale.
  • Supporta i discenti (in rapporti one to one oppure di gruppo) non solo attraverso l'elaborazione di obiettivi e di strategie, ma anche attraverso la riflessione del proprio modo di apprendere, e di ciò che li motiva ad imparare. Le consapevolezze non vengono introdotte da qualcuno, ma vengono acquisite da sé stessi in modo maieutico, attraverso proprie esperienze o riflessioni, dietro lo stimolo di alcune domande che il Coach pone.

È proprio questo tipo di auto-consapevolezza che permette di andare oltre il semplice apprendimento di tecniche, e che consente di “imparare a imparare”. Ogni persona infatti apprende in un modo unico, ha un diverso stile di apprendimento, e si confronta con esigenze e difficoltà diverse. Occorre quindi accompagnare una persona alla individuazione consapevole di un modo di apprendere che sia per sé stessa congeniale, anche rispetto agli obiettivi che si sta ponendo, e non limitarsi a trasmettere dall’esterno, in modo sterile, un metodo efficace (con l’illusione che sia valido per tutti)

Il Learning Coach è inoltre in grado di agire anche come Mentor ed esperto dell’apprendimento, indicando le modalità e le strategie di apprendimento più efficaci e funzionali ai diversi contesti, alle diverse esigenze e rispetto ai diversi stili di apprendimento.

Quali sono le competenze che un Learning Coach deve aver sviluppato?

Il Learning Coach è un professionista che ha acquisito una solida formazione in competenze di coaching congiuntamente alla padronanza di un insieme di modelli, discipline, tecniche e strategie che facilitano una piena espressione del Potenziale di apprendimento

Il POTENZIALE DI APPRENDIMENTO identifica le possibilità di apprendimento che si possono esprimere ponendosi nella situazione più congeniale ad apprendere:

  • rimuovendo i vincoli (abitudini e credenze negative) 
  • acquisendo le giuste «regole» (conoscenze, modalità e strategie)

Un Learning Coach, per potersi definire tale, dovrà quindi, a nostro avviso:

  • Aver completato un percorso (almeno di base) di formazione come Coach professionista.
  • Aver acquisito un know how ampio, versatile, trasversale e multidisciplinare su metodologie di apprendimento e di insegnamento da poter applicare nei diversi contesti (in primis scolastico e aziendale). Vista la difficoltà che si può avere ad orientarsi sul mercato nella ricerca di più percorsi idonei e complementari tra di loro, abbiamo, da diversi anni, disegnato e perfezionato un’offerta formativa che possa rispondere a queste esigenze: il “Master di specializzazione in Learning Coaching”.

Quali ambiti e opportunità per la professione del Learning Coach?

Il Learning Coach è una figura di supporto preziosa in contesti accademici, aziendali, scolastici e con persone impegnate nell'apprendimento o nella ricollocazione professionale

  • Le aziende sono chiamate ad adattarsi sempre più velocemente alle esigenze di contesti in continuo e rapido mutamento: investire sulla capacità di “imparare a imparare” diventa un vantaggio competitivo di cruciale importanza. Il learning coaching piò aiutare le aziende a sviluppare o rafforzare la propria Learning Agility, che può definirsi come: “La capacità – propria del singolo e dell’intera organizzazione – di imparare nuove competenze e abilità per essere in grado di operare in condizioni nuove, difficili o differenti” (M. Lombardo e R. Eichinger The Leadership Machine)  
  • Nelle scuole o nelle Università il Learning Coach promuove una consapevolezza di che cosa renda efficace l’esperienza di apprendimento (nelle diverse componenti che la contraddistinguono: motivazionale, cognitiva, relazionale, metacognitiva, di metodo, ecc…), con la finalità di ottenere NON delle teste “ben piene” ma delle teste “ben fatte” (educate al ragionamento, al dialogo, alla complessità della realtà, capaci di dialogare con l'incertezza), nella quale ogni persona venga messa in condizione di costruire i propri apprendimenti, in modo consapevole e autonomo.

I laboratori di gruppo rivolti agli insegnanti permettono agli stessi di riconoscere best practices e di munirsi di nuovi strumenti e metodologie per essere più efficaci nel proprio ruolo.

 I laboratori per gli studenti, come anche i percorsi one to one, permettono agli stessi di accrescere la consapevolezza su sé stessi, di trovare un metodo di apprendimento più significativo ed efficace, di re-incorniciare le difficoltà con le quali si confrontano per trovare nuove possibilità, più funzionali, di espressione di sé stessi e assumere un atteggiamento più motivato e proattivo verso l’apprendimento e verso il proprio futuro.

Il Master di specializzazione di Learning Coaching

La finalità del “Master di specializzazione in Learning Coaching” è di Formare LearningCoach® professionisti e esperti nella facilitazione del potenziale di apprendimento.

Il Master specialistico si rivolge – in primis – a chi abbia già acquisito una formazione di base nel coaching (per specializzarsi nel Learning Coaching), ma può essere seguito anche da docenti, formatori e trainer che vogliano acquisire metodologie, strategie, conoscenze e strumenti per facilitare la piena espressione del potenziale di apprendimento dei propri discenti.

Il Master, che include in tutto 70 ore di formazione e che dura circa 9 mesi, permette di acquisire una formazione ampia e multidisciplinare sulla facilitazione all’apprendimento, con un approccio olistico e a 360 gradi, e con un focus sui PROCESSI di apprendimento e di insegnamento: l'insieme di processi cognitivi, comunicativi, metacognitivi e comportamentali che permettono di apprendere con facilità ed efficacia.

Permette di acquisire conoscenze, metodologie e strumenti per potenziare l’efficacia dei processi di apprendimento e di insegnamento-apprendimento (nelle vesti di insegnante, trainer, coach, mentor o educatore), in contesti di gruppo oppure one to one.

L’approccio è multidisciplinare, con spunti e tecniche tratti da diverse discipline (tanto per citarne qualcuna: la maieutica socratica, l’ontologia del linguaggio di Echeverria, le teorie sociocostruttivista o cognitiva dell’apprendimento, la psicologia umanistica di Rogers, le convinzioni di autoefficacia di Bandura, l’apprendimento per scoperta di Bruner, i livelli di apprendimento di Bateson, il Fpcusing di Gendlin, le teorie dell’empowerment di Piccardo, e molte molte altre).

Il percorso è riconosciuto a livello internazionale da ICF (international Coach Federation) come percorso CCE e da IPHM (International Practitioner of Holistic Medicine)

Le lacune del sistema educativo odierno

Nel nostro sistema educativo la didattica si concentra molto sui contenuti e sui risultati, timidamente sulle competenze, poco o per nulla sui “processi”: manca un training specifico che “INSEGNI AD IMPARARE”. Ciò si riflette anche sul fatto che molti studenti non trovino un valido metodo di studio, e che – dopo tanti anni di scuola e università – studino ancora in un modo -nozionistico e passivo-, poco favorevole allo sviluppo di una coscienza critica e progettuale.

In ambito lavorativo di conseguenza si riscontra una prevalenza di “menti esecutive” (focalizzate sul compito da portare a termine) e poche “menti creative” (focalizzate sui risultati e sulla ricerca di soluzioni originali).

Non a caso il sociologo Edgar Morin parlava dell’importanza che l’educazione aiuti a formare delle menti “ben fatte” (educate al ragionamento, al dialogo) e non delle menti “ben piene” (di dati e di nozioni)

Le indicazioni della Comunità europea e la competenza “imparare a imparare”

Non a caso, la Comunità Europea ha individuato nell'“IMPARARE A IMPARARE” una delle competenze chiave che tutti gli individui hanno bisogno di acquisire per “la propria autorealizzazione e sviluppo personali, per esprimere una cittadinanza attiva, per assicurare inclusione sociale e occupazione” e ha individuato nel LEARNING COACH la figura professionale più utile nell'attuale contesto, per affiancare individui o gruppi facilitandoli nel Life Long Learning (Progetto LICO: Learning Coach in Adult Education).

Diventa quindi di fondamentale importanza la presenza di professionisti esperti nella facilitazione all’apprendimento che sappiano guidare gruppi e singoli individui nella individuazione delle modalità di apprendimento (o di insegnamento) più congeniali rispetto agli obiettivi che si pongono e al contesto nel quale operano.

Secondo le teorie più attuali (come quella socio-costruttivista) l’apprendimento (e le strategie di apprendimento) non possono essere “trasmesse” o indicate, devono essere “costruite” consapevolmente dai discenti stessi: i discenti devono assumere un ruolo attivo nella scelta degli obiettivi e delle modalità di apprendimento da adottare, attraverso un processo di autoconsapevolezza che potremmo definire metacognitiva.

Occorre, in altri termini, non solo comprendere il “cosa” (contenuti da apprendere, strategie di apprendimento da utilizzare), occorre anche acquisire consapevolezza sul “come” (darsi un metodo di apprendimento, una valida road map e pianificazione, partire dalle proprie conoscenze pregresse, ecc…) e occorre anche mettere a fuoco qualche “perché” significativo (motivazioni personali per scegliere di impegnarsi in quello specifico ambito di apprendimento)

Facilitare un Growth Mindset

Un aspetto trasversale che i diversi percorsi di learning coaching facilitano è di permettere di acquisire o di rafforzare un GROWTH MINDSET (o mentalità della crescita), che per la pedagogista americana Carol Dweck può intendersi come la convinzione che l’intelligenza e le proprie abilitate siano qualcosa che può essere migliorato con l’impegno.

Questa convinzione genera alcune conseguenze nelle persone, per esempio stimola la  voglia di imparare.

Si contrappone al FIXED MINDSET che indica quella disposizione mentale e convinzione che porta a considerare l’intelligenza e le capacità come qualcosa di fisso. Ad esempio, gli studenti con un Fixed mindset di fronte a un errore o a un insuccesso si demotivano e mollano facilmente la presa (in quando vivono l’errore come un verdetto negativo sulle proprie capacità), mentre gli studenti con uno stile orientato al Growth Mindset, di fronte a una difficoltà, si chiedono come migliorare la propria prestazione, cioè essi ritengono di poterla migliorare modificando le proprie strategie, impegnandosi di più, e mostrando spesso un certo ottimismo.  Questa diversa disposizione ha delle ricadute importantissime anche sulla MOTIVAZIONE AD APPRENDERE.

Occorre quindi comprendere in che modo, con quali strategie comunicative, attività e sollecitazioni, sia possibile facilitare, sia nelle aziende che nelle scuole, e nei singoli individui che le “abitano”, un orientamento verso il GROWTH MINDSET. Questo è uno degli aspetti affrontati nel Master e nei diversi percorsi di learning coaching che attuiamo nelle scuole o nelle aziende.

Daniele Mattoni Coach PCC, Learning Coach®, direttore didattico della scuola italiana di learning coaching

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