Cos’è la dieta ipocalorica

Una dieta ipocalorica può fornire un ottimo e costante risultato in termini di perdita di peso, ed è solitamente una parte fondamentale dei piani utilizzati da centri dimagranti nonché spesso consigliata dai medici nutrizionisti. A tale proposito, ecco cosa c’è da sapere prima di praticarla e che tipologia di regime alimentare prevede.

Che cos'è una dieta ipocalorica?

I medici nutrizionisti definiscono una dieta ipocalorica quella che prevede l’assunzione giornaliera in un range che va dalle 1.000 alle 1.500 calorie per le donne e tra 1.500 e 2.000 calorie al giorno per gli uomini. L'obiettivo è di rendere l’apporto inferiore alle calorie che il corpo spenderà (attraverso le funzioni e l'attività degli organi) durante il giorno, quindi inducendolo a scomporre il grasso corporeo per coprire proprio il calo calorico. A seguito della sua ampia definizione, ci possono tuttavia essere diversi tipi di dieta ipocalorica, per cui qualsiasi a basso contenuto di grassi o di carboidrati è da considerarsi appropriata per centrare l’obiettivo prefissato.

La dieta ipocalorica rende costante la perdita di peso

Un basso contenuto calorico può aiutare gli interessati a perdere peso a un livello costante e per un lungo periodo di tempo, anche se in alcune settimane si può constatarne una minore e in altre più pronunciata. Premesso ciò, va altresì aggiunto che una dieta a basso contenuto calorico non è generalmente progettata per ottenere una rapida perdita di peso, ma serve comunque per raggiungere il successo per un periodo di tempo più lungo. Fatta quest’altra importante premessa, va detto che è importante mirare a una dieta equilibrata mentre se si segue una dieta ipocalorica è per assicurarsi di non perdere le vitamine essenziali. Molte persone infatti rischiano di cadere nella trappola di concentrarsi troppo sul conteggio delle calorie e di perdere di conseguenza i nutrienti di importanti gruppi alimentari come quelli presenti in frutta e verdura. A meno che non vengano applicate ulteriori restrizioni, una dieta ipocalorica di solito lascia spazio sufficiente per l'assunzione di una buona gamma di vitamine e minerali e da una varietà di fonti alimentari.

Rivolgersi ad un esperto dietologo

Un dietologo può aiutare a garantire che la dieta ipocalorica associata a quella bilanciata sortiscano l’effetto desiderato senza controindicazioni. Premesso ciò, va aggiunto che nel caso specifico della dieta ipocalorica il conteggio delle calorie è un’accortezza necessaria. Gli alimenti confezionati infatti devono includere informazioni in merito, anche se in alcuni casi potrebbe essere necessario pesare il cibo per calcolare poi il contenuto calorico della porzione che si intende assumere. Per gli alimenti non confezionati come frutta e verdura, è disponibile invece un buon numero di fonti di tabelle per il conteggio delle calorie che vanno dai libri alle app per smartphone. In alcuni ristoranti sono persino elencati dei menù con conteggi calorici completi, mentre in altri vengono elencati solo i pasti con un valore calorico basso definito.

Praticare costanti esercizi ginnici

I medici nutrizionisti che consigliano di praticare una dieta ipocalorica, raccomandano in aggiunta di fare 2 ore e 1/2 di esercizio a settimana. L'attività fisica è infatti un buon complemento a una dieta ipocalorica in quanto incoraggia il corpo a metabolizzare meglio il cibo che si assume. Inoltre va detto che quando ci si allena, si utilizza una forma di glucosio (glicogeno) immagazzinata nei muscoli così come lo stesso presente nel sangue. Dopo l'esercizio, questi muscoli continueranno a sottrarre glucosio dal flusso per ricostituire le loro riserve di glicogeno. Pertanto, oltre a sostenere la perdita di peso, l'esercizio fisico può anche aiutare a mantenere bassi i livelli di glucosio nel sangue.