Come calcolare il cashflow

Nel mondo aziendale ed imprenditoriale conoscere bene concetti legati al bilancio della propria società è fondamentale per essere pronti a tutto e rispondere bene ai momenti di difficoltà. Infatti, negli attimi di crisi economica o cali delle vendite, che chiunque abbia un'azienda conosce bene, è fondamentale conoscere a fondo la salute della propria società, che si può evincere solamente scandagliando e analizzando le voci di bilancio.

Per tale motivo in questo articolo troverai tutte le informazioni necessarie da avere riguardo il cashflow, una delle voci di bilancio più importanti. Scopri continuando a leggere cosa è il cashflow e soprattutto come e perché calcolare quello della tua azienda.

Cos'è il cashflow

Il cashflow, come si può ben dedurre traducendo la parola dall'inglese, rappresenta l'indicatore dei flussi di cassa. In particolare, questo termine indica l'ammontare di liquidità che nell'azienda viene prodotta oppure consumata in uno specifico periodo temporale. Solitamente, troverai questa voce di bilancio misurata su base mensile, trimestrale o annuale, anche se è sconsigliabile calcolare il cashflow una sola volta l'anno. In pratica, il flusso di cassa è una differenza tra entrate e uscite monetarie, che sarà positivo se l'azienda riceve pagamenti più alti dei costi, negativo se accade il contrario.

A volte si è tratti in inganno da definizioni superficiali e di rischia di confondere erroneamente il cashflow con il profitto. Queste due componenti, sebbene allo stesso modo fondamentali, indicano misurazioni molto differenti; il profitto, infatti, indica solamente il margine dell'azienda che si ottiene come residuo dalla sottrazione dei costi di produzione al prezzo di vendita. A sostegno di questa differenza, è bene dire che il cashflow non eguaglia praticamente mai il profitto, proprio perché si tratta di due grandezze di natura diversa: il cashflow è una misura finanziaria, il profitto economica.

Come calcolare il cashflow

Dopo aver definito cosa è il cashflow, vediamo ora come poterlo calcolare facilmente e scoprire così la salute effettiva della tua attività. Il flusso di cassa da calcolare, ovviamente, si riferisce di solito ad un periodo specifico della vita aziendale, per cui è necessario avere alla mano tutti i documenti contabili di tale lasso temporale.
La formula per calcolare il cashflow è questa: EBIT sommato al valore degli ammortamenti e sottratto l'ammontare delle tasse. Nello specifico, l'EBIT è un valore solitamente presente nel bilancio aziendale, che quindi da qui può essere reperito. Nel caso non fosse disponibile, questa misura è l'utile prodotto dall'azienda al netto delle tasse e degli interessi, ossia il reddito operativo.

In caso di assenza di bilancio, dal rendiconto finanziario dell'azienda è possibile desumere i pagamenti ricevuti ed effettuati nel lasso di tempo scelto, comprese le spese future, i proventi derivanti da investimenti, le passività, le retribuzioni e gli interessi da pagare. Date tutte queste informazioni contabili, per calcolare il cashflow è necessario sottrarre le uscite di cassa dalle entrate, il risultato sarà appunto il flusso finanziario del periodo scelto. Il risultato può ovviamente essere negativo, quando uscite superano le entrate, oppure positivo in caso contrario.
Altrimenti, usa la piattaforma Dashero: calcolare il cashflow non è mai stato più semplice!

Interpretare il cashflow

Dopo averlo calcolato, ovviamente è importante anche saper interpretare i valori del cashflow, per capire la reale salute della propria azienda. Com'è evidente, il flusso di cassa di un periodo può essere positivo oppure negativo.

Un cashflow positivo è ovviamente un ottimo risultato, perché evidentemente le entrate superano le uscite. Da questo valore derivano alte performance aziendali e alto potere contrattuale dell'azienda verso i propri clienti e fornitori, ma anche investimenti che rientrano rapidamente, con bassi livelli di indebitamento e scorte di magazzino che vengono smaltite in modo veloce.
Al contrario, un cashflow negativo indica alti costi di finanziamento, rapporto inefficiente tra costi e ricavi, basso potere contrattuale e probabilmente anche calo delle vendite generali.