Nessun altro paese in Africa ha la varietà paesaggistica e climatica del Marocco. Si passa dal deserto alle vette dell’Atlante, passando per località affacciate sull’Oceano Atlantico. Il Gran Tour del Marocco ha inizio a Casablanca, dove la modernità si scontra con il respiro dell'Oceano, per poi risalire verso Rabat, la capitale "giardino" e Patrimonio Unesco. Qui, tra gli esterni del Palazzo Reale e la maestosità della Tour Hassan, si scopre la Moschea Incompiuta, un progetto ambizioso che doveva essere il più grande del mondo islamico ma che ora si ammira come una foresta di colonne mozze che puntano al cielo. La Kasbah dell’Oudaya, una città-fortezza sospesa sull'Atlantico, offre il primo assaggio di quella commistione tra rigore militare e raffinatezza estetica che caratterizza il Paese.
Procedendo verso nord si raggiunge Tangeri, la "porta del Marocco", città che per decenni è stata una zona internazionale franca, rifugio di spie, scrittori e artisti in cerca di eccessi. Camminando nella Vecchia Medina, ancora difesa dai cannoni di bronzo del XVII secolo, si avverte quell'aria di frontiera tra due mondi, arricchita da una degustazione di prodotti tipici che introduce il viaggiatore ai sapori del Maghreb. Ma la vera sorpresa cromatica arriva con Chefchaouen, splendido villaggio di montagna i cui colori bianco e azzurro sintetizzano magnificamente la fusione tra la cultura araba e quella spagnola. Si dice che la tradizione di dipingere le strade di blu servisse a ricordare il paradiso e a mantenere le case fresche durante le torride giornate africane.
Fes
Se esiste un luogo dove il tempo sembra essersi fermato per preservare un ordine perfetto, quello è Fes, la più antica e nobile delle città imperiali. La sua Medina medievale è un labirinto di pietra che custodisce veri tesori, come il Museo Nejjarine e la Medersa Attarine, centri di un'arte e di un sapere che hanno reso la città la capitale culturale del Marocco. Camminare tra i suoi vicoli significa perdersi tra l'odore di spezie e il rumore degli artigiani che lavorano il cuoio e l'ottone, seguendo tradizioni ereditate dalla cultura arabo-andalusa.
Poco distante, il viaggio fa una deviazione verso la gloria imperiale con Volubilis, la "Pompei del Marocco". Qui, tra i resti della basilica e del foro, si trovano mosaici straordinari rimasti quasi intatti sotto il sole per secoli, protetti dalla natura circostante che ha agito come una difesa contro l'erosione. Nei dintorni si visita anche Meknes, famosa per i suoi 40 km di mura perfettamente conservati e per la maestosa porta Bab El Mansour, simbolo della potenza della dinastia alauita.
Verso le dune: la porta del deserto e la via delle kasbah
L'attraversamento del Medio Atlante trasforma drasticamente il paesaggio, preparando il viaggiatore a entrare nel cuore pulsante della terra berbera. Si passa dai villaggi di montagna come Ifrane, la "Svizzera del Marocco", alla foresta di cedri di Azrou, dove abitano numerose colonie di macachi che osservano curiosi i passanti. Costeggiando il fiume Ziz, circondati da un panorama di palmeti e villaggi fortificati, si arriva a Erfoud, la "Porta del Deserto".
Le dune di Erg Chebbi sono giganti che possono raggiungere i 150 metri d'altezza; scalarle all'alba in 4×4 significa assistere a un fenomeno magico dove il sole penetra nell'oscurità illuminando la cresta della sabbia con una precisione che toglie il fiato. Proseguendo verso le Gole di Todra, si cammina tra spettacolari canyon dove si trova la "sorgente della fertilità", un tempo meta di pellegrinaggio per le donne locali. Prima di raggiungere Marrakech, si attraversa Ouarzazate, la "Hollywood d'Africa", dove la Kasbah di Taurirt e quella di Ait Ben Haddou testimoniano l'ingegno dell'architettura in fango e paglia, capace di sfidare le leggi del tempo e della gravità.
Marrakech
Il viaggio si conclude a Marrakech, "la rouge", dove l'eleganza andalusa fiorì nel cuore del Maghreb. Se la Koutoubia vigila con il suo minareto che funge da bussola per tutta la città, il vero cuore pulsante è Jemaa El Fna, Patrimonio Unesco. Al calare del sole, questa piazza si trasforma in un teatro naturale per cantastorie, incantatori di serpenti e venditori d'acqua, offrendo uno spettacolo folcloristico che celebra l'essenza stessa dell'identità marocchina.
Un mosaico di curiosità
Per comprendere appieno l'anima del Marocco, bisogna prestare attenzione ai piccoli dettagli. Ecco alcune curiosità che si possono apprezzare in un viaggio in Nord Africa.
- Il "Whiskey Berbero": Il tè verde alla menta è un rito sociale che richiede di versare il liquido dall'alto per creare una schiuma aromatica, simbolo di ospitalità.
- La mano di Fatima: La troverete in ogni souk, realizzata in argento o ceramica; è il "Khamsa", un amuleto potentissimo contro il malocchio che protegge le case marocchine da generazioni.
- Il profumo di Musk: Una leggenda narra che nel mortaio utilizzato per costruire il minareto della Koutoubia a Marrakech siano stati mescolati chili di musk, tanto che nelle giornate più calde la torre emanerebbe ancora una fragranza delicata.
- La prigione sotterranea di Meknes: Sotto le strade di Meknes esiste la misteriosa prigione di Qara, un labirinto sotterraneo talmente vasto che, secondo i racconti popolari, chi vi entrava difficilmente riusciva a ritrovare l'uscita.
- Il Marocco che "ruba il fegato": In Marocco non è il cuore l'organo dell'amore e del benessere, ma il fegato. Augurare a qualcuno un fegato sano è il complimento più profondo che si possa ricevere, segno di una salute e di una vitalità impeccabili.