La pubblicità va “cucita” su misura, come un ambito

Nel commercio, senza la voglia di farsi notare, è difficile essere presenti sul mercato.
La comunicazione e la narrazione visiva di un’impresa o di un luogo da comunicare, sono le basi per il marketing e della pubblicità.

Sono tanti i linguaggi e i codici comunicativi, ma la cartellonistica verticale, orizzontale e quella miriade di proposte comunicative in commercio, rappresentano un comparto che recita un ruolo fondante nella pubblicità.

I prodotti per la comunicazione visiva

La pubblicità oggi può utilizzare tantissimi strumenti visivi e supporti.
In realtà si è passati dalle primordiali insegne dipinte su un muro, su tabelle in metallo o sul legno, a una moltitudine di supporti che utilizzano tutte e al meglio l’interazione tra la luce e il colore, per arrivare a una grafica accattivante che identifica un luogo o un’attività.

Il messaggio pubblicitario per indicare un luogo, un monumento o un’azienda commerciale, culturale o qualsiasi altra situazione da comunicare, può essere veicolato tramite:

– La canonica insegna, realizzata a cassonetto, con lettere in rilievo o a neon;
– con i teloni o la carrozzeria dei veicoli;
– mediante la grafica apposta sulle vetri di negozi e sulle pareti;
– utilizzando installazioni mobili, come totem, targhe, striscioni, calendari, banner, Roll Up (comodissimi banner verticali che si avvolgono in una comoda soluzione trasportabile);
– i segnalatori esterni per mete, città e località turistiche, con colori personalizzati a seconda del luogo;
– segnaletica interna appropriata ed efficace (utile nei grossi complessi residenziali o nelle aziende ospedaliere);
– impianti luminosi a led (è una tendenza crescente, stanno sostituendo quelli a neon, grazie alla loro efficace resa visiva).

La pianificazione della comunicazione

Come si legge sul sito pubblilight.it, un prodotto comunicativo fisico come un’insegna va pensato, studiato e tarato sulla base del messaggio che vuole comunicare, in quale deve essere unico e identitario.

Il progetto deve caratterizzare un utente specifico.
Il prodotto finale non è il frutto di un lavoro standardizzato, ma va immaginato sulla base di ogni singola esigenza.

Non esiste un messaggio comunicativo, nel campo della pubblicità visiva, buono per tutte le realtà, ma c’è il giusto vestito per ogni situazione. Un’insegna o un totem pubblicitario, va cucito come un abito sartoriale, deve essere anche il frutto di un lavoro realizzato al contesto dove collocare il prodotto.

Le autorizzazioni e i permessi

Per poter allocare un totem o un tabellone pubblicitario, in Italia, molto spesso servono molti passaggi autorizzativi.
In alcuni casi, oltre a dover pagare gli oneri per l’installazione della pubblicità, bisogna chiedere l’autorizzazione a più enti che hanno competenze.

Il decentramento amministrativo ha creato più livelli di gestione, a volte concorrenti e conflittuali. Un utente si trova davanti a dedalo di enti decentrati che hanno competenza in materia, non sapendo come gestire le pratiche burocratiche può trovarsi in difficoltà.

Il permesso all’installazione vien rilasciato, in maniera concorrente, dai comuni, dall’ANAS, dagli enti paco, dalle province o dalle sovrintendenze ai beni culturali e paesaggistici.
La promozione pubblicitaria non si limita solo alla scelta del tipo di messaggio, del design o della grafica, è in grado di pianificare e di facilitare tutte le fasi, comprese quelle burocratiche.
Un interessante contenuto presente sul citato sito www.pubblilight.it, delinea tutti gli aspetti organizzativi che precedono il lancio e la programmazione di una campagna pubblicitaria con installazioni e strutture fisiche.

Il testo indicato evidenzia che per pianificare una campagna pubblicitaria, siano importanti alcune fasi, come il sopralluogo, nel quale verificare il sito dove installare la realizzazione, la progettazione e lo sviluppo del progetto grafico, le pratiche burocratiche, il montaggio, il collaudo e tutte le successive azioni di ordinaria e straordinaria manutenzione.
Va ottimizzata la realizzazione, anche in base ai costi e alle tasse da pagare per gli ingombri e per ogni altro balzello.
Il costo degli oneri, aumenta anche in base al testo pubblicitario.

Un’azienda pubblicitaria ha un personale professionale, versatile e con competenze diffuse e strutturate.
La formazione, la voglia di aggiornarsi e di stare al passo con il progresso tecnologico fanno la differenza, ma soprattutto la sensibilità di capire quali sono le esigenze dell’utenza finale.