Sharitaly: la sharing economy italiana ha tanta voglia di Pubblica Amministrazione

tavolo sharitaly

Sharitaly – Il tavolo delle relatrici in apertura della giornata

L’Italia dell’economia della collaborazione e della condivisione – secondo il Time una delle 10 idee che cambieranno il mondo - si è incontrata ieri a Sharitaly, giornata di analisi e confronto promossa da collaboriamo.orgUniversità Cattolica e Fondazione Eni Enrico Mattei.
Dai dati presentati, pare che la galassia della sharing economy italiana sia proprio al tipping point, il punto in cui gli early adopters devono essere raggiunti dagli aspirational, coloro cioè che ne hanno sentito parlare, ma che ancora non utilizzano nessuno dei circa 130 servizi italiani di collaborazione e condivisione censiti.
Il numero è sottostimato – ha raccontato Marta Mainieri autrice del libro “Collaboriamo! Come i social media ci aiutano a lavorare e a vivere bene in tempo di crisi” - le realtà italiane della sharing economy si scontrano con alcune criticità: la mancanza di fiducia, il digital divide, la complessità e la vetustà delle norme che regolano i settori in cui le start up della condivisione si trovano ad operare.

mappa delle conclusioni Sharitaly

Sharitaly – la mappa delle conclusioni del workshop pomeridiano

Dal workshop che si è tenuto nel pomeriggio è emersa inoltre la necessità che le Pubbliche Amministrazioni assumano il ruolo di ‘facilitatori’ di quello che si muove in questo mondo e che adottino pratiche di co-design dei servizi, mettendo insieme le competenze dei cittadini e del mondo profit e no-profit.

Un esempio per tutti, l’esperienza di cittadini creativi, spazio di incontro tra cittadini e service designer del Politecnico di Milano, ospitato da Cascina Cuccagna e patrocinato dal Consiglio di Zona 4 a Milano.

Qui lo storify della giornata a cura di @MicheledAlena