La trasparenza della politica è sul web ? controlliamo

STOP CORRUPTIONLa trasparenza della politica è sul web? controlliamo. Una delle modalità per valutare l’integrità e la trasparenza dei comportamenti di coloro che rivestono cariche politiche è quella di verificare l’adempimento da parte della classe politica agli obblighi di trasparenza sui siti web istituzionali delle pubbliche amministrazioni. Le pubbliche amministrazioni hanno l’obbligo di pubblicare una serie di dati, documenti e informazioni relativi agli organi di indirizzo politico che, se ben attenzionati possono rivelare conflitti di interessi, variazioni improvvise nelle situazioni patrimoniali , incompatibilità ed altri sintomi di cattiva amministrazione, ponendo noi amministrati nella condizione di poter partecipare attivamente anche con una segnalazione . La pubblicazione di questi dati da parte degli amministratori non è solo doverosa, perchè imposta dalla legge,  ma costituisce anche un atto di serietà, competenza e rispetto nei confronti dei cittadini che non possono più tollerare le conseguenze devastanti della corruzione e della cattiva amministrazione sulla qualità della vita.

 Dove la normativa impone che vengano pubblicati i dati ?

I dati sono pubblicati nella sezione AMMINISTRAZIONE TRASPARENTE, sottosezione di primo livello ORGANIZZAZIONE, sottosezione di secondo livello ORGANI DI INDIRIZZO POLITICO AMMINISTRATIVO.

Quali sono i riferimenti normativi ?
Gli artt. 13 e  14  del dlgs 33 del 2013 ,
L’allegato 1 alla delibera n. 50/2013 ANAC n. 50 del 2013, Obblighi di pubblicazione Errata Corrige e integrazioni (settembre 2013)”
La delibera ANAC n. 65/2013 . e le risposte dell’ANAC ai quesiti più ricorrenti (FAQ);  la delibera ANAC n. 66/2013  relativamente alle sanzioni

L’art. 13 del dlgs 33 del 2013 prescrive che le pubbliche amministrazioni pubblicano e aggiornano le informazioni e i dati concernenti la propria organizzazione, corredati dai documenti anche normativi di riferimento. Sono pubblicati, tra gli altri, i dati relativi agli organi di indirizzo politico e di amministrazione e gestione, con l’indicazione delle rispettive competenze;

Quali sono le amministrazioni obbligate alla pubblicazione dei dati ?

a) le pubbliche amministrazioni di cui all’art. 1, comma 2, del d.lgs. n. 165/2001 e successive modificazioni ossia “tutte le amministrazioni dello Stato, ivi compresi gli istituti e scuole di ogni ordine e grado e le istituzioni educative, le aziende ed amministrazioni dello Stato ad ordinamento autonomo, le Regioni, le Province, i Comuni, le Comunità montane, e loro consorzi e associazioni, le istituzioni universitarie, gli Istituti autonomi case popolari, le Camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura e loro associazioni, tutti gli enti pubblici non economici nazionali, regionali e locali, le amministrazioni, le aziende e gli enti del Servizio sanitario nazionale, l’ARAN, le Agenzie di cui al d.lgs. n. 300/1999 e, fino alla revisione organica della disciplina di settore, anche il CONI” (art. 11, comma 1 del d.lgs. n 33/2013)

b) le autorità indipendenti di garanzia, vigilanza e regolazione che provvedono all’attuazione secondo le disposizioni dei rispettivi ordinamenti (art. 11, comma 3 del d.lgs. n.33/2013)

c) gli enti pubblici, comunque denominati, istituiti vigilati e finanziati dalle amministrazioni pubbliche, ovvero per i quali l’amministrazione abbia il potere di nomina degli amministratori dell’ente (art. 22, comma 3 del d.lgs. n. 33/2013)

d) le società di cui le pubbliche amministrazioni detengono direttamente quote di partecipazione anche minoritaria (art. 22, comma 3 del d.lgs. n. 33/2013). Sono, comunque, escluse le società partecipate da amministrazioni pubbliche quotate in mercati regolamentati e loro controllate (art. 22, comma 6 del d.lgs. n. 33/2013).

e) enti di diritto privato, comunque denominati, in controllo dell’amministrazione pubblica, ivi incluse le fondazioni. Sono, infatti considerati, enti di diritto privato in controllo pubblico gli enti di diritto privato sottoposti a controllo da parte di amministrazioni pubbliche, oppure gli enti costituiti o vigilati da pubbliche amministrazioni nei quali siano a queste riconosciuti, anche in assenza di una partecipazione azionaria, poteri di nomina dei vertici o dei componenti degli organi (art. 22, comma 3 d.lgs. n.33/2013)

Chi sono i titolari di incarichi politici o di indirizzo politico nelle amministrazioni, negli enti e nelle società ?
I titolari di incarichi politici, di carattere elettivo o comunque di esercizio di poteri di indirizzo politico, di livello statale, regionale e locale, anche non di carattere elettivo : Presidente del Consiglio dei Ministri, Ministri, Sottosegretari di Stato, membri del Parlamento europeo in rappresentanza dell’Italia, Presidenti delle Regioni, Consiglieri e assessori regionali, Sindaco, assessori consiglieri comunali , Commissari , tranne che si tratti di Commissari nominati per singoli atti, Presidente e consiglieri di circoscrizione di decentramento comunale, Commissario straordinario ogni qualvolta il decreto di scioglimento attribuisca i poteri del Sindaco e/o della Giunta e del Consiglio in quanto, pur preposto all’ordinaria amministrazione, il Commissario opera con le funzioni e i compiti dei titolari degli organi di indirizzo politico, sostituendosi ad essi nel governo dell’ente locale, (nel caso invece in cui il Commissario sia nominato per il compimento di singoli atti, l’amministrazione non è tenuta ad applicare l’art. 14 del d.lgs. n. 33/2013); Per gli enti pubblici vigilati, gli enti di diritto privato in controllo pubblico e le società a partecipazione pubblica detti obblighi gli obblighi si applicano ai “componenti degli organi di indirizzo” le Unioni dei Comuni, componenti del Consiglio delle Camere di Commercio, il Rettore e il Consiglio di Amministrazione delle Università in relazione alle funzioni concretamente attribuitegli dallo Statuto, il Senato Accademico; i titolari di incarichi nelle Unioni dei Comuni e nelle Comunità montane.
Come chiarito anche dall’ANAC nelle FAQ in caso di dubbi occorre verificare lo Statuto o i Regolamenti degli enti dove è disciplinata l’attività degli stessi e “Negli enti pubblici diversi da quelli territoriali, dove di norma non si hanno organi elettivi, vista la diversa possibile articolazione delle competenze all’interno delle differenti tipologie di enti, al fine di identificare gli organi di indirizzo occorrerà considerare gli organi nei quali tendono a concentrarsi competenze, tra le quali, tra l’altro, l’adozione di statuti e regolamenti interni, la definizione dell’ordinamento dei servizi, la dotazione organica, l’individuazione delle linee di indirizzo dell’ente, la determinazione dei programmi e degli obiettivi strategici pluriennali, l’emanazione di direttive di carattere generale relative all’attività dell’ente, l’approvazione del bilancio preventivo e del conto consuntivo, l’approvazione dei piani annuali e pluriennali, l’adozione di criteri generali e di piani di attività e di investimento.”

Quali sono i documenti e le informazioni che le pubbliche amministrazioni devono pubblicare con riferimento agli organi di indirizzo politico ? (art. 14 del dlgs 33/2013)

a) l’atto di nomina o di proclamazione, con l’indicazione della durata dell’incarico o del mandato elettivo;

b) il curriculum;

c) i compensi di qualsiasi natura connessi all’assunzione della carica; gli importi di viaggi di servizio e missioni pagati con fondi pubblici;

d) i dati relativi all’assunzione di altre cariche, presso enti pubblici o privati, ed i relativi compensi a qualsiasi titolo corrisposti;
Costituiscono oggetto di pubblicazione i dati relativi all’assunzione di tutte le cariche rivestite non solo di tipo politico o connesse con la carica politica rivestita, sia le cariche a titolo oneroso sia quelle a titolo gratuito, dovendosi precisare, per quelle onerose, anche i relativi compensi, sia le cariche presso enti pubblici che presso enti privati, intendendo per questi ultimi le società e gli altri enti disciplinati dal diritto privato. Non rileva, ai fini della pubblicazione, la partecipazione o il controllo da parte dell’amministrazione su tali enti.

e) gli altri eventuali incarichi con oneri a carico della finanza pubblica e l’indicazione dei compensi spettanti;Konflikt!
Gli incarichi svolti in qualità di libero professionista devono essere pubblicati laddove la relativa spesa gravi sulla finanza pubblica. Ad esempio, gli incarichi conferiti da parte di amministrazioni statali, Regioni, Province e Comuni, quali difesa in giudizio, consulenza tecnica etc., rientrano, qualora sia previsto un compenso, nella categoria degli incarichi gravanti sulla pubblica finanza per i quali sussiste, ai sensi dell’art. 14, c. 1, lett. e), del d.lgs. n. 33/2013, l’obbligo di pubblicazione.

f) le dichiarazioni di cui all’articolo 2, della legge 5 luglio 1982, n. 441,nonché le attestazioni e dichiarazioni di cui agli articoli 3 e 4 della medesima legge, come modificata dal presente decreto, limitatamente al soggetto, al coniuge non separato e ai parenti entro il secondo grado, ove gli stessi vi consentano. Viene in ogni caso data evidenza al mancato consenso. Alle informazioni di cui alla presente lettera concernenti soggetti diversi dal titolare dell’organo di indirizzo politico non si applicano le disposizioni di cui all’articolo 7.
Sia per i Comuni che per le forme associative degli enti locali tale obbligo di pubblicazione (lettera f ) si applica solo se la popolazione di riferimento supera i 15.000 abitanti.

Relativamente a quest’ultimo obbligo (punto f) in dettaglio gli organi di indirizzo politico devono pubblicare:

una dichiarazione che riguarda la situazione patrimoniale complessiva (art. 2 L. 441 del 1982):
1) una dichiarazione concernente i diritti reali su beni immobili e su beni mobili iscritti in pubblici registri; le azioni di societa’; le quote di partecipazione a societa’; la titolarità di imprese, l’esercizio di funzioni di amministratore o di sindaco di societa’, . nella dichiarazione deve essere apposta la formula “sul mio onore affermo che la dichiarazione corrisponde al vero”;
L’obbligo di pubblicazione delle dichiarazioni dei diritti reali sui beni immobili si intende assolto con l’indicazione della tipologia del bene (terreno o fabbricato), del comune di ubicazione, del titolo (se trattasi di proprietà, comproprietà, superficie, enfiteusi, usufrutto, uso, abitazione, servitù, ipoteca) e della quota di titolarità.
Per i beni mobili registrati dovrà invece indicarsi il modello di autovettura (o veicolo in genere), l’anno ed eventuali annotazioni.

La dichiarazione dei redditi  (art. 3 della legge n. 441 del 1982)

2) Entro un mese dalla scadenza del termine utile per la presentazione della dichiarazione dei redditi soggetti all’imposta sui redditi delle persone fisiche,sono tenuti a depositare copia dell’ultima dichiarazione dei redditi soggetti all’imposta sui redditi delle persone fisiche (non è sufficiente la sola pubblicazione del quadro riepilogativo della dichiarazione dei redditi ) e un’attestazione concernente le variazioni della situazione patrimoniale intervenute nell’anno precedente .

3) una dichiarazione concernente le spese sostenute e le obbligazioni assunte per la propaganda elettorale ovvero l’attestazione di essersi avvalsi esclusivamente di materiali e di mezzi propagandistici predisposti e messi a disposizione dal partito o dalla formazione politica della cui lista hanno fatto parte, con l’apposizione della formula “sul mio onore affermo che la dichiarazione corrisponde al vero”. Alla dichiarazione debbono essere allegate le copie delle dichiarazioni di cui al terzo comma dell’articolo 4 della legge 18 novembre 1981, n. 659, relative agli eventuali contributi ricevuti.

Il titolare di incarico politico ha anche l’obbligo di produrre le dichiarazioni e le attestazioni riguardanti la situazione patrimoniale e la dichiarazione dei redditi ( adempimenti indicati nei numeri 1 e 2) con riferimento al coniuge non separato e ai parenti entro il secondo grado ( i nonni, i genitori, i figli, i nipoti in linea retta (figli dei figli), i fratelli e le sorelle, se questi vi consentono).
E’ anche tenuto a dichiarare i casi di mancato consenso del coniuge e dei parenti entro il secondo grado di cui l’amministrazione deve dare evidenza sul proprio sito istituzionale pubblicando l’atto dal quale risulta il mancato consenso, indicando il legame di parentela ma non quello di identificazione personale del coniuge e dei parenti.

Le comunicazioni devono essere indirizzate al Responsabile della trasparenza, o ad altro soggetto individuato dal Programma triennale per la trasparenza e l’integrità o da altra disposizione anche regolamentare interna a ciascuna amministrazione.

IMPORTANTE : Come chiarito anche dall’ANAC le amministrazioni sono tenute a pubblicare i dati di cui all’art. 14 del d.lgs. n. 33/2013 relativi ai titolari di incarichi politici o di indirizzo politico anche qualora questi non percepiscano alcun compenso per lo svolgimento dell’incarico svolto.

Quali sono i tempi di pubblicazione?
Le pubbliche amministrazioni pubblicano i dati cui al comma 1 entro tre mesi dalla elezione o dalla nomina e per i tre anni successivi dalla cessazione del mandato o dell’incarico dei soggetti, salve le informazioni concernenti la situazione patrimoniale e, ove consentita, la dichiarazione del coniuge non separato e dei parenti entro il secondo grado, che vengono pubblicate solo fino alla cessazione dell’incarico o del mandato.
Decorso il termine di pubblicazione ai sensi del presente comma le informazioni e i dati concernenti la situazione patrimoniale non vengono trasferiti nelle sezioni di archivio.
Le amministrazioni sono tenute a pubblicare i dati relativi ai titolari di incarichi politici e di indirizzo politico in carica alla data di entrata in vigore del decreto stesso, ossia a partire dal 20 aprile 2013, anche se cessati successivamente. A nulla rileva in questo caso la causa di cessazione, se per scadenza del mandato, per dimissioni o per altre cause previste dalla vigente normativa.
Per i titolari di incarichi politici o d’indirizzo politico in carica alla data di entrata in vigore del decreto, ovvero al 20 aprile 2013, sono da adempiere gli obblighi di cui all’art. 14 del d.lgs. n. 33/2013, sia in termini di comunicazione da parte dei titolari, sia in termini di pubblicazione da parte dell’amministrazione. L’obbligo sussiste anche se detti titolari di incarichi risultano cessati successivamente a tale data, a nulla rilevando la causa di cessazione se per scadenza del mandato o per dimissioni.
A seguito della cessazione del mandato o dell’incarico, i dati di cui all’art. 14, c. 1, del d.lgs. n. 33/2013, sono pubblicati per i tre anni successivi. Fanno eccezione le informazioni concernenti la situazione patrimoniale e, ove consentita, la dichiarazione del coniuge non separato e dei parenti entro il secondo grado, che devono essere pubblicate fino alla cessazione dell’incarico o del mandato.
Decorso il termine di pubblicazione le informazioni e i dati concernenti la situazione patrimoniale non vengono trasferiti nelle sezioni di archivio.

Quali sono le sanzioni in caso di omessa pubblicazione ?

L’articolo 47 del d.lgs. n. 33/2013 prevede l’irrogazione di sanzioni specifiche per la violazione degli obblighi di comunicazione e pubblicazione relativi agli organi di indirizzo politico:

- sanzioni amministrative pecuniarie nei confronti dei soggetti tenuti a comunicare :  per le informazioni e i dati concernenti la situazione patrimoniale complessiva del titolare dell’incarico al momento dell’assunzione in carica, la titolarità di imprese, le partecipazioni azionarie proprie, del coniuge e dei parenti entro il secondo grado (art. 14, c. 1, lett. f), nonché per tutti i compensi cui dà diritto l’assunzione della carica (art. 14, c. 1, lett. c), primo periodo, il legislatore dispone, in caso di mancata o incompleta comunicazione, l’irrogazione, a carico del responsabile della mancata comunicazione, di una sanzione amministrativa pecuniaria da 500 a 10.000 euroLa sanzione pecuniaria di cui sopra è applicabile, esclusivamente, nei confronti dei titolari di incarichi politici, di carattere elettivo o comunque di esercizio di poteri di indirizzo politico.  (nessuna sanzione è applicabile nei confronti del coniuge non separato e dei parenti entro il secondo grado, stante la subordinazione prevista dal legislatore per la diffusione dei relativi dati a un espresso consenso da parte dei medesimi, così come nessuna sanzione pecuniaria è prevista per il soggetto tenuto alla pubblicazione di tali dati che pur avendoli ricevuti non ha provveduto a pubblicarli. Sono a quest’ultimo applicabili le sanzioni per la violazioni degli obblighi di trasparenza previste dagli artt. 45 e 46 del d.lgs. n. 33/2013.)

- sanzioni per la violazione degli obblighi di trasparenza (trasmissione e/o pubblicazione dei dati) del d.lgs. n. 33/2013, previste dagli artt. 45 e 46 del medesimo decreto, che attengono i profili disciplinari e della valutazione della responsabilità dirigenziale, con eventuale causa di responsabilità per danno all’immagine dell’amministrazione e valutazione dell’inadempimento anche ai fini della corresponsione della retribuzione di risultato e del trattamento accessorio collegato alla performance individuale dei responsabili.

A queste sanzioni si aggiungono le seguenti misure ulteriori:

-  la pubblicazione, da parte della CIVIT, dei nominativi dei soggetti interessati per i quali non si è proceduto alla pubblicazione dei dati previsti e, da parte dell’amministrazione o dell’organismo interessato. E’ sanzionata pertanto la mancata pubblicazione, sia che derivi dalla mancata o incompleta comunicazione da parte dell’interessato, che dalla inerzia del funzionario responsabile della pubblicazione il quale, pur disponendo dei dati, non ha provveduto a pubblicarli. Ne consegue che qualora il Responsabile della trasparenza – o altro soggetto individuato dal Programma triennale per la trasparenza e l’integrità, o da un atto organizzativo interno, o da altra disposizione anche regolamentare di ciascuna amministrazione (si rinvia, in merito, al paragrafo 2.2. della delibera CiVIT n. 50/2013) – non riceva i dati che i soggetti sono tenuti a comunicare per la pubblicazione, ovvero il Responsabile della trasparenza o l’OIV accertino che il responsabile della pubblicazione – qualora diverso dal Responsabile della trasparenza in base agli atti sopra citati – non ha provveduto a pubblicare i dati e le informazioni di cui all’art. 14, sono tenuti a segnalare alla CIVIT l’inadempimento rilevato. Il Responsabile è tenuto, altresì, a comunicare l’eventuale successivo adempimento. La pubblicazione da parte della CiVIT dei nominativi dei soggetti per i quali non si è proceduto alla pubblicazione può conseguire, altresì, da una segnalazione da parte dell’OIV o derivare dall’attività di vigilanza e controllo sul rispetto delle regole sulla trasparenza e sull’esatto adempimento degli obblighi di pubblicazione attribuiti alla CiVIT dalla legge n. 190/2012 e dal d.lgs n. 33/2013. (sulle modalità di segnalazione da parte degli OIV cfr. comunicato ANAC del 14 marzo 2014 )

I nominativi rimangono pubblicati sino al completo adempimento da parte dell’amministrazione che dovrà essere tempestivamente segnalato alla CiVIT da parte del Responsabile della trasparenza.

- la pubblicazione del provvedimento sanzionatorio irrogato a carico del responsabile della mancata comunicazione dei dati di cui all’art. 14 sul sito internet dell’amministrazione o dell’organismo interessato.

L’art. 49, c. 3, del d.lgs. n. 33/2013 stabilisce che le sanzioni specificamente collegate alla mancata pubblicazione degli obblighi di cui all’art. 14 si applicano a partire dalla data di adozione del primo aggiornamento annuale del Programma triennale della trasparenza e comunque, a partire dal 180° giorno successivo alla data di entrata in vigore del decreto.

Procedimento per l’irrogazione delle sanzioni pecuniarie

Con riguardo al procedimento per l’irrogazione delle sanzioni pecuniarie, l’articolo 47, c. 3 del d.lgs 33/2013 si limita a stabilire che le sanzioni “sono irrogate dall’autorità amministrativa competente in base a quanto previsto dalla legge 24 novembre 1981, n. 689”. Le norme rilevanti, a questo fine, nella legge n. 689/1981 sono quelle degli articoli 17 e 18.

In base a questo rinvio, e tenuto conto delle previsioni degli articoli 17 e 18, ciascuna amministrazione provvede, in regime di autonomia, a disciplinare con proprio regolamento il procedimento sanzionatorio, ripartendo tra i propri uffici le competenze, in conformità con alcuni principi di base posti dal legislatore del 1981. Tra i più importanti, quelli sui criteri di applicazione delle sanzioni (art.11); quello del contraddittorio con l’interessato (art.14); quello della separazione funzionale tra l’ufficio che compie l’istruttoria e quello al quale compete la decisione sulla sanzione (art.17-18).

In particolare, il regolamento individua, il soggetto competente ad avviare il procedimento di irrogazione della sanzione e il soggetto che irroga la sanzione di norma, e compatibilmente con l’autonomia riconosciuta agli enti territoriali, individuati tra i dirigenti o i funzionari dell’ufficio di disciplina. L’adozione del regolamento deve essere tempestiva.

Nelle more dell’adozione del regolamento gli enti, nell’esercizio della loro autonomia, sono tenuti ad indicare un soggetto cui compete l’istruttoria ed uno a cui compete l’irrogazione delle sanzioni. Qualora gli enti non provvedano al riguardo, tali funzioni sono demandate, rispettivamente, al Responsabile della prevenzione della corruzione e al responsabile dell’ufficio disciplina. Quest’ultimi agiranno sulla base dei principi sopra evidenziati e contenuti nella legge n. 689/1981.

Il procedimento per l’irrogazione della sanzione è avviato a seguito della segnalazione della mancata pubblicazione da parte della CiVIT, dell’OIV e del Responsabile della trasparenza, al soggetto competente ad avviare il procedimento sanzionatorio, così come individuato dal regolamento adottato da ciascuna amministrazione.

Con riferimento al procedimento sanzionatorio per l’inadempimento degli obblighi di cui all’art. 14 relativamente agli organi di indirizzo politico dei Ministeri e della Presidenza del Consiglio dei Ministri, si ritiene che la disciplina sia demandata ai d.P.C.M. regolati dall’art. 49, c. 2 del d.lgs. 33/2013. Una soluzione di questo tipo, da un lato, favorisce l’uniformità della disciplina da applicare ai componenti del governo nazionale e la semplicità del relativo processo decisionale; dall’altro lato, trova un suo saldo fondamento normativo nello stesso articolo 95 della Costituzione e nella attribuzione che esso fa al Presidente del Consiglio del potere di mantenere l’unità di indirizzo politico e amministrativo del Governo. Nelle more dell’adozione dei citati d.P.C.M, i Responsabili della trasparenza vigilano sull’adempimento degli obblighi di cui all’art. 14 e segnalano i casi di mancato o ritardato inadempimento alla CiVIT.

La pubblicazione dei dati deve avvenire tempestivamente tenuto conto che le sanzioni in argomento si applicano “a partire dalla data di adozione del primo aggiornamento del Programma triennale della trasparenza e, comunque, entro 180 giorni dalla data di entrata in vigore” del d.lgs. n. 33/2013 (v. art. 49 del d.lgs. n. 33/2013). A partire da tali date, la mancata pubblicazione che configura l’inadempimento, è presupposto per l’avvio del procedimento sanzionatorio.

Per le sanzioni irrogate per la mancata o incompleta comunicazione delle informazioni e dei dati di cui all’art. 14, a conclusione del procedimento, le amministrazioni o gli organismi interessati sono tenuti a pubblicare sul proprio sito internet il provvedimento sanzionatorio a carico del responsabile della mancata comunicazione (art. 47, c. 1).

La CiVIT nell’esercizio dei poteri di vigilanza e controllo ad essa conferiti, verifica l’effettivo esercizio del potere sanzionatorio da parte delle amministrazioni, sia mediante verifica a campione sia a seguito di segnalazione.

 Il potere di vigilanza e controllo degli OIV e della CiVIT sugli obblighi di pubblicazione di cui all’art. 14

Gli OIV o strutture con funzioni analoghe, a norma dell’art. 14, lett. g) del d.lgs. n. 150/2013, accertano d’ufficio la mancata pubblicazione degli obblighi di pubblicazione di cui alla presente delibera, o a seguito di richiesta da parte della CiVIT, o di segnalazione del Responsabile della trasparenza e del Responsabile della prevenzione della corruzione, di privati cittadini o, comunque, secondo quanto previsto nei sistemi di monitoraggio e vigilanza interna definiti dalle amministrazioni e descritti nel programma triennale della trasparenza e integrità nei sistemi di monitoraggio ivi illustrati (v. delibera CiVIT n. 50/2013).

La CiVIT esercita la propria attività di vigilanza e controllo ai sensi dell’art. 45 del d.lgs. n. 33/2013 e comunica, anche ai vertici politici, gli inadempimenti riscontrati e, se del caso, alla Corte dei Conti.

Il Responsabile della prevenzione della corruzione, laddove non coincida con il Responsabile della trasparenza, esercita comunque un’attività di monitoraggio sull’efficace attuazione di quanto previsto dalla presente delibera in relazione ai compiti attribuiti a tale soggetto dalla legge n. 190/2012.

Infine gli enti locali sono tenuti inoltre , sempre nella sezione Organi di indirizzo politico, a pubblicare la Relazione di fine mandato di cui all’art. 4 del d.lgs. n. 149/2011 redatta dal Responsabile del servizio finanziario o dal Segretario generale e sottoscritta dal Presidente della Provincia o dal Sindaco, deve essere pubblicata, ai sensi dei cc. 2 e 3 dell’art. 4 del d.lgs. n. 149/2011, come sostituiti dall’art. 11, c. 1, del d.l. n. 16/2014, unitamente alla certificazione dell’organo di revisione dell’ente locale, sul sito istituzionale della Provincia o del Comune, entro la sezione “Amministrazione trasparente”, sotto-sezione di primo livello “Organizzazione”, sotto-sezione di secondo livello “Organi di indirizzo politico-amministrativo”.

Infine è bene ricordare che tutti i contenuti di cui sopra sono contenuti minimi perché , nell’ambito della propria autonomia regolamentare, ogni amministrazione può eventualmente prevedere la pubblicazione di “dati ulteriori”, anche in attuazione dell’art. 1, c. 9, lett. f), della legge n. 190/2012.

Se volete verificare i parlamentari che hanno dato il consenso alla dichiarazione patrimoniale potete dare un’occhiata al sito di openpolis 

Se volete segnalare infine le inosservanze alla pubblicazione dei dati da parte degli organi di indirizzo politico potete farlo on-line dal sito dell’ANAC

In conclusione, controllo e partecipazione democratica sono ormai doverosi anche a costo di farci qualche nemico.

Adesso tocca a noi : verifichiamo se gli organi di indirizzo politico di un’amministrazione sono trasparenti e se non lo sono attiviamoci con una segnalazione!

    Come donne non siamo disponibili a pagare l’ulteriore prezzo che, indirettamente, la corruzione ci accolla in termini di diminuzione di servizi alla persona, servizi che siamo noi a sostenere con il lavoro di cura. ” (dagli atti del Convegno Corruzione e illegalità: il NO delle donne  del 2012 )