Italiani, brava gente digitale

Assinform, in collaborazione con NetConsulting, fotografa gli italiani digitali che risultano sempre più connessi e più social a dispetto di aziende che lentamente innescano la trasformazione digitale. I dati del rapporto sono stati diffusi, rispettivamente, dal presidente del’associazione Agostino Santoni e dall’Amministratore delegato della società Giancarlo Capitani, in video conferenza da Milano con la sede di Roma di Confindustria Digitale.

36,6 milioni sono gli italiani attivi su internet e 25,8 milioni sono utenti mobile. Sui social media sono 28 milioni gli account a bandiera tricolore  e 22 milioni è il numero di account mobile sui social. La diffusione sulla popolazione (60,8 milioni) di Whatsapp è pari al 25 %, Facebook messenger conquista il 17%, Twitter si attesta sul 10%, seguito dagli stream foto su Instagram per un 6%. Arranca Pinterest che conquista solo il 5% circa.

Dati che ben si collegano con le prime luci di ripresa rilevate da Assinform del mercato digitale italiano che da -4,4% del 2013 registra un -1,4% nel 2014 e guarda al 2015 con la prima stima a segno positivo: +1,1%. E non solo. Numeri che fanno ben sperare per questo 2015 già avviata. Oltre che al trend economico, la ripresa sembra dovuta alle performance di settori specifici che permettono di riflettere il recupero tutte le componenti fondamentali del settore: crescono di 4,2 punti percentuali software ed app, di 13,8 le piattaforme di gestione web, ma anche i contenuti digitali che, trainati dal più 23 per cento degli ebook, arrivano ad un sostanzioso più 8,5 per cento ed il cloud che cresce del 37,4 per cento.

Anche per l’IoT (Internet of Things) il focus è molto promettente con un +13,3% registrato lo scorso anno, con 80 milioni di oggetti connessi. Il mercato italiano relativo al “regno degli oggetti connessi” è  ancora poca cosa rispetto a quello globale, ma l’Internet delle cose sta iniziando a diffondersi anche in Italia confermando un trend positivo.

Allargando lo sguardo al mercato digitale mondiale, nel 2014 il settore ha proseguito la sua crescita registrando un +3,6% per un valore globale di 4.538,6 miliardi di dollari.La spinta maggiore è giunta ancora dai paesi emergenti : +6% l’Asia Pacifico +3,3% l’America Latina. Anche il Nord America ha progredito (+3,5 %, a 1.365 miliardi di dollari). L’Europa, invece, è cresciuta poco, dello 0,6% a 1.089,5 miliardi di dollari. Infine a fotografare il progresso digitale nel mondo, basta un solo dato: 1,75 miliardi di persone nel mondo sono utenti di social network.

Un report che lascia ben sperare ma che non può farci gongolare, come sottolineato dallo stesso Presidente di Assinform. Infatti i numeri sono positivi e la crescita registrata è apprezzabile ma non del tutto soddisfacente. I dati elaborati nella loro visione di insieme esprimono lentezza e dimensione limitata con cui sta penetrando l’innovazione digitale in Italia. 

Il ritardo accumulato in questi anni, che riguarda tutti i settori pubblici e privati e che ha generato uno dei più bassi indici di utilizzo di queste tecnologie nella Ue, è troppo profondo per poterci accontentare di margini di crescita di piccola entità. Per accelerare e rendere la digitalizzazione un processo sistemico in grado di investire l’intera società dobbiamo, e possiamo, puntare a incrementi ben maggiori.

In sintesi: il consumatore italiano è digitale, le istituzioni dovranno favorire e intervenire sulle infrastrutture e le aziende dovranno affrontare  - intervenendo su organizzazione, strategia e competenze- la vera digital trasformation per conversare con il mercato. Sulla velocità di questa trasformazione si gioca oggi la competitività del nostro Sistema Paese.

Scarica qui la ricerca completa:  www.assinform.it/ftp/AnticipazionedatiAssinformmercatoICT(23_03_2015)DEF.pptx