Creatività, a modo tuo.

Creatività, il crimine perfetto di Philippe Petit: mi è stato regalato lo scorso dicembre. L’avevo adocchiato sullo scaffale mentre avevo già altri tre libri in mano e l’avevo  così inserito mentalmente nella mia lista infinita dei libri desiderati. Poi un amico ha pensato bene di confezionarlo con un bel fiocco e farmelo trovare sotto l’albero. Gioia pura, quella gioia che provo ogni volta che un amic* mi regala delle pagine da leggere. Provo un senso di condivisione e gratitudine, e  non sono forse questi parte degli ingredienti che caratterizzano un’amicizia?

Un non manuale sulla creatività, una sorta di fiaba che l’autore suggerisce ai suoi lettori esortandoli, al tempo stesso, a scriverne una tutta loro. Un modo non convenzionale di raccontare la creatività. L’autore è passato alla storia per una performance d’arte molto particolare messa in atto nel 1974: camminare su un cavo teso tra le due Torri gemelle del World Trade Center di New York sospeso a oltre quattrocento metri di altezza, lasciando a bocca aperta il pubblico che, naso all’insù, ebbe la fortuna di assistere al suo magnifico spettacolo.

Mago, giocoliere, artista e scrittore: Petit si presenta ecclettico e multiforme, vede l’arte come la forma più illegale possibile. Per lui l’arte non risponde a regole ma richiede disciplina. L’arte è una forma di rivoluzione intellettuale e, come tale, “richiede coraggio” (cit. H.Matisse). Nulla di romantico intorno all’arte visto che l’autore la definisce come “crimine perfetto” fondato sulla costanza e sulla determinazione.

Un manuale che non vuole essere manuale, un autore che non si candida a diventare guru. Philippe Petit fa tesoro della sua esperienza e la condivide con i suoi lettori creando così una sorta di “open-manifesto” sulla creatività: ciascuno lo potrà arricchire aggiungendo la propria interpretazione. ”Nessuna ricetta” dice, spiegando come ogni creazione nasca dal caos e da un’idea fissa. Assecondando le idee fisse ci si ingegna per trovare il modo per realizzarle. E il modo non sempre deve essere legale né lineare.

Philippe Petit trasforma il fil rouge in “fil bleu” e semina nel testo parole o espressioni in blu: un invito a non seguire l’indice, a saltare a fine capitolo per leggere la digressione tutta a caratteri blu e poi tornare indietro. Perché una pagina, bianca o scritta che sia, apparirà diversamente ogni volta che la si riaprirà.

Essere creativi significa amare l’esplorazione, la scoperta tanto quanto la conquista e la ripartenza verso qualcosa di nuovo. La creatività si nutre di osservazione e ascolto, la creatività è passione tra caos e ordine. “play attention”: l’attenzione non si fa, si gioca. Insomma prendiamoci meno sul serio. Giochiamo di più anche quando lavoriamo. L’autore fa un invito all’umiltà e al rimettersi sempre in gioco per raggiungere la propria perfezione ricordato che per l’essere umano i limiti sono dati solo per essere superati.

La creatività è importante per la vita umana quanto il pane e l’acqua, spiega Petit, non possiamo vivere con le spalle curve e gli occhi bassi, rassegnandoci a una vita monotona. Abbiamo bisogno di guardare il cielo e le stelle, di sognare, inventare, improvvisare. La creatività quindi ci è necessaria come l’aria. E per essere creativi occorre innanzitutto sfruttare a fondo i propri sensi, evitando che si atrofizzino in questa nostra vita quotidiana dominata dalla ripetizione e dalle tecnologie

Un invito a rovistare nel nostro personale campo di «delinquenza» intellettuale o artistica, perché ognuno di noi ne ha uno, basta solo capire qual è! Un invito ad intraprendere nuovi viaggi, un modo per accogliere il cambiamento e arricchire così la propria esperienza. Per fortuna ho davanti un weekend lungo, avrò il tempo per osservare e per decidere il prossimo viaggio creativo. Leggere le petit tra testi blu e schizzi a matita mi ha fatto venir voglia di inventarmi qualcosa di nuovo! Nel frattempo esco a fare una corsetta e a mettere disordine tra le idee  così come consigliato da Petit nella scheda delle norme di vita: “scompaio fra le nubi come Cosimo Piovasco di Rondò nel Barone Rampante di Italo Calvino”.

Corro a scegliere a caso una delle scalinate suggerite dall’Autore-Funnanbolo e dal sito web Taringa!, una piattaforma social di origine argentina utile per la condivisione di contenuti ed esperienze, una sorta di esperimento di intelligenza (creatività) collettiva.[http://www.taringa.net/posts/imagenes/16461018/Las-escaleras-mas-sorprendentes-del-mundo.html]

#buonalettura

Philippe Petit
CREATIVITÀ, il crimine perfetto
Ponte alle Grazie – 2014