Le competenze digitali del manager pubblico: guida operativa per la nuova PA

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A Roma il 5 Febbraio alle ore 11.00 presso il Dipartimento della Funzione Pubblica, Palazzo Vidoni in Sala Giannini sarà presentato il nuovo interessante volume della Maggioli Editore Le competenze digitali del manager pubblico – una guida operativa per la nuova PA, scritto da Giuseppe Iacono e Flavia Marzano.

Dei temi trattati nel manuale di cui oggi Vi proponiamo una breve sintesi ne discuteranno con gli autori: Alessandra Poggiani – DG Agenzia per l’Italia Digitale; Salvatore Marras - FormezPA; Renzo Turatto – Scuola Nazionale dell’Amministrazione; Paolo Coppola - Consigliere per Agenda Digitale del Ministro della Pubblica Amministrazione; Antonio Palmieri – Intergruppo parlamentare per l’Innovazione tecnologica. Modererà l’incontro Antonella Giula Pizzaleo – responsabile Agenda digitale per la Regione Lazio.

L’indicatore della Digital Agenda Scoreboard europea sui servizi di e-government prevede entro il 2015 venga raggiunta la percentuale del 50% di popolazione che usa servizi di e-government. Questo dato, evidentemente correlato a quello complessivo sull’uso di Internet, vede l’Italia in sostanziale ritardo (meno del 20% contro l’oltre 40% della media europea) rispetto a tutti i Paesi europei. Certamente una parte delle cause risiede in un analfabetismo funzionale e digitale tra i più alti d’Europa, altre cause vanno individuate nelle scelte tecnico-funzionali che non sempre hanno tenuto conto dei requisiti dei cittadini, utenti dei sistemi, e degli stakeholder dei servizi, e hanno perpetuato modalità di progettazione top-down vecchie e improponibili.Insomma il tema è ovviamente molto complesso e perché dovrebbe occuparsene proprio la Pubblica Amministrazione?

Si legge nell’introduzione al volume di Iacono e Marzano:Le pubbliche amministrazioni rivestono, nella società italiana, un ruolo fondamentale per la conservazione o l’evoluzione del modello culturale.Quando si pensa all’attuazione della rivoluzione digitale, sempre più indispensabile, per le pubbliche amministrazioni il tema diventa quello della “PA digitale”.La tesi è allora che se l’era digitale è già qui, e in molti Paesi è già ben avviata, le opportunità che si presentano sono molteplici e in gran parte decisive per il miglioramento della qualità della vita (basti pensare all’applicazione in ambito sanitario o in quello della mobilità), e la PA può diventare traino, esempio e stimolo, oltre che disegnare modelli evoluti di servizi per i cittadini, ecco che il ruolo del manager pubblico diventa fondamentale per indirizzare utilmente le politiche pubbliche sul digitale, e allo stesso tempo cambia radicalmente rispetto al passato.Questo per il manager pubblico comporta dover possedere competenze digitali adeguate per svolgere un ruolo consapevole e di indirizzo nella gestione del cambiamento, oltre che per comprendere opportunità, vantaggi e svantaggi delle diverse opzioni di reingegnerizzazione dei processi, con innesti di pratiche universalmente utilizzate nel mondo privato e consolidate, come ad esempio quelle di project management.Non si tratta di competenze informatiche e sull’uso dei computer. Non si confondano le competenze digitali con la capacità di usare smartphone e tablet, grande abbaglio degli ultimi anni. Si tratta di competenze che consentono al manager di utilizzare appieno le opportunità del digitale nella trasformazione dei processi e dei servizi che la PA è chiamata a fare, comprendendo il riuso di esperienze italiane ed estere.

Ed è in questo contesto che secondo gli autori del volume inevitabilmente cambiano i linguaggi, i comportamenti, i ruoli, i paradigmi, i principi di gestione ed occorrono dunque capacità nuove: competenze digitali evolute che consentano ai manager delle PA di essere in grado di definire requisiti e politiche adeguate.

D’altra parte le competenze digitali dei nuovi manager pubblici non sono importanti, sono assolutamente necessarie. Nella prefazione del volume la Direttore generale di Agid, Alessandra Poggiani, rafforza il concetto sottolineando che “lo sviluppo di nuove competenze è essenziale perché, come afferma recentemente l’ex commissaria europea per l’Agenda digitale Neelie Kroes, viviamo in un contesto economico in cui ‘il 90% dei lavori richiede competenze digitali“.

Ma come fare e sopratutto cosa fare?

Il manuale segue un percorso articolato mettendo in stretta correlazione le competenze necessarie per il manager pubblico con la visione di una organizzazione pubblica in grado di interpretare pienamente “la rivoluzione digitale” al servizio della sua missione fondamentale; nell’ambito di un profilo di competenze in cui le competenze digitali diventano indispensabili e abilitanti per agire con efficacia sull’organizzazione e sui team.

Il testo si rivolge in primis ai manager delle Pubbliche Amministrazioni che sono chiamati a interpretare e a condurre primariamente il cambiamento necessario verso il digitale, a realizzare “l’era digitale” delle PA. Ma vuole essere anche uno strumento di riflessione per la classe politica sulla dimensione del cambiamento, che ancora molti pensano di superficie e tecnologico, oltre che per gli specialisti di Gestione del Cambiamento e di Gestione delle Risorse Umane, per gli studiosi e gli studenti di Organizzazione e di Change Management che, sui temi della rivoluzione digitale, dell’innovazione e dello sviluppo congruente delle competenze, vogliono confrontare riflessioni, elaborazioni concrete, risultati e recepire studi per indirizzare l’evoluzione delle organizzazioni sul medio-lungo termine.

Il volume si compone di otto capitoli, uno più interessante dell’altro. Questi i temi approfonditi:

- Nel primo capitolo viene delineato il contesto del cambiamento delle PA analizzando gli obiettivi e gli assi di sviluppo indicati nell’Agenda Digitale Europea (EDA) rivolti all’evoluzione delle amministrazioni pubbliche ed effettuando una disamina di quanto è previsto (o non è previsto) negli spezzoni normativi che compongono l’attuale Agenda Digitale italiana (ADI);

- Nel secondo capitolo si approfondisce quanto sta succedendo nelle pubbliche amministrazioni grazie ai cambiamenti normativi e alle iniziative innovative promosse soprattutto a livello locale in tema di evoluzione digitale;

-Nel terzo capitolo è stato approfondito il tema delle nuove competenze richieste ai manager pubblici, proponendo, sulla base delle esperienze e dei modelli più diffusi, uno schema per la definizione e la gestione delle competenze dei manager pubblici che integra competenze individuali e competenze collettive e queste con i tre livelli su cui abbiamo articolato le competenze digitali;

- Nel quarto capitolo ci si sofferma sulle competenze organizzative del manager pubblico e si focalizza in particolare sulla dimensione organizzativa del knowledge management e del come può essere applicata alle pubbliche amministrazioni, delineando gli elementi caratteristici che una organizzazione pubblica deve avere, una organizzazione basata sulla conoscenza, aperta, agile e resiliente allo stesso tempo;

-Nel quinto capitolo viene approfondito il ruolo fondamentale che assumono i social network per le attività delle amministrazioni, nella comunicazione, nella collaborazione e nella condivisione della conoscenza, e in più si fornisce un quadro metodologico per l’approccio al tema della partecipazione dei cittadini e della cittadinanza digitale;

-Nel sesto capitolo si descrive come il paradigma della gestione per progetti diventa l’infrastruttura portante delle attività delle organizzazioni pubbliche per assicurare rapidità e affidabilità dei risultati e per realizzare l’e-government

-Nel settimo capitolo si focalizza l’attenzione sul tema della gestione del cambiamento, inquadrata sia come capacità del manager sia come chiave necessaria di innovazione.

In conclusione l’ottavo capitolo definisce alcuni punti di riferimento per un programma di intervento verso il nuovo management pubblico per la PA digitale.