Che bello essere noi!

Lella Costa. Eccola in nuovo. Lella. Una donna o forse sarebbe meglio dire la donna. Mentre parla pensi che quello che stai ascoltando dalla sua voce lo ha tirato fuori da un qualche angolo recondito del tuo cervello. E non l’hai mai detto perché probabilmente non hai avuto l’ardire di mettere in fila le parole che servivano. Poi lei lo dice. E tu sai che lo pensavi già, che sei d’accordo e che anche tutte “le altre” concordano. E sorridi. Compiaciuta.

Leggendo “ Che bello essere noi” scopri che succede un po’ anche a lei. Lo confessa parlando, in premessa, della nascita del libro “…nasce da un titolo, meglio, da una frase rubata alla postfazione di un altro libro, che per vie indirette e misteriose riesce a esprimere precisamente quello che avrei voluto dire, anche se ancora non lo sapevo.

L’ho letto, divorato, ridacchiando fra me e me o mordicchiandomi le labbra, in una serata. E l’ho regalato a sei amiche. Quelle amiche con cui ho fatto parecchi pezzi di strada. Non solo nel senso di periodi della vita ma di strada fisica, urlando a squarciagola slogan femministi o, in forma privata, fermandoci davanti alle vetrine per ridere dell’ultima moda o per dire “però, quello lo metterei proprio volentieri. Che dici, come mi starebbe? E’ un colore che mi impallidisce, dovrei truccarmi un po’”.

Ah, dite che dovrei parlare del libro? Ma lo sto facendo! Lella scrive di tutte queste cose e di altre e di tutte le cose che ogni giorno ci accadono e che facciamo accadere. Anche di quelle che nascondiamo alle nostre amiche, che a loro volta non riescono a confessarci, tipo guardare in tv programmi spazzatura che, chissà perché, a volte ci catturano.

E i rapporti con l’altro sesso, ovvio. Dalla prostituzione, ancora in auge, ai “nuovi” padri. Dai divorzi alla diversa tolleranza dell’omosessualità maschile e femminile. Dagli ineguali carichi di lavoro casalingo al femminicidio. In ogni caso Lella ci aiuta a scandagliare tutte le forme delle nuove modalità con la solita ironia e autoironia. In qualche modo arriviamo a capire che sì, va un po’ meglio di venti o trent’anni fa, ma la sostanza rimane grosso modo la stessa. E anche per colpa nostra. Sempre disponibili. Troppo.

Ma anche dei rapporti fra noi. Fra noi già amiche e fra noi ancora sconosciute, perché “Io non so come funzioni tra maschi. Tra femmine succede che spesso ci si incontri e si saltino tutti i preliminari della conoscenza reciproca, tutti i passaggi progressivi di una relazione, e ci si ritrovi istintivamente e immediatamente amiche.”

E qui ti rendi conto che è vero. Siamo ancora sfigate con la carriera e in tante altre cose, ma abbiamo la grande fortuna di “essere noi”. Noi che sappiamo chiacchierare fra noi di tutto mentre facciamo la fila alle poste o capitiamo accanto a una di noi in aereo, così superiamo gli scossoni delle turbolenze ridendo e scherzando. Noi che riusciamo a fare amicizia con l’attuale fidanzata del nostro quasi ex marito. Noi che, è vero, non stiamo mai zitte. Ma forse non è vero, perché sappiamo anche tacere e non solo perché tristi o furibonde, ma anche perché abbiamo bisogno di pensare. In silenzio.

E anche dei rapporti con noi stesse e col tempo che passa e ti sorprende e non sai come prenderla. E per non invecchiare decidi di non cedere a rimpianti e pentimenti. E alla fine chiudi il libro e rivedi l’immagine di copertina e sai che una di quelle ragazzine impunite dall’aria complice sei tu. E sorridi. Compiaciuta.

 
Lella Costa
Che bello essere noi
PIEMME Editore – 140 pagine